Il Corbezzolo (Arbutus unedo)

Dicembre 28, 2016 By Marco Bartolucci 0

Non è raro andando nei boschi qui intorno in questi giorni, notare un piccolo albero, talvolta poco più che un arbusto, i cui frutti rosso vivo colpiscono in mezzo al verde delle foglie. Si tratta del Corbezzolo (Arbutus unedo), volgarmente chiamato da queste parti Cerasa Marina. Il nome Corbezzolo deriva dal suo nome greco kòmaros da cui derivano i molti nomi dialettali della pianta e probabilmente anche il nome del Monte Conero, il promontorio a ridosso di Ancona, la cui vegetazione è ricca di queste piante. Quest’albero della famiglia delle Ericacee è infatti molto diffuso nel Mediterraneo Occidentale insieme agli altri alberi caratteristici della macchia mediterranea.
I frutti di colore rosso intenso sono talvolta gialli o verdi quando non ancora maturi e spesso sono mescolati ai fiori, la pianta fiorisce in autunno, mentre i frutti che vediamo adesso sono quelli derivanti dalla fioritura dell’anno scorso.
I frutti, che sono delle bacche, sono molto amati dagli uccelli, forse un po’ troppo trascurati dagli umani.
Eppure dietro questo frutto autunnale si cela un grande rimedio fitoterapico. Il frutto contiene per circa il 10-20 per cento zuccheri, pectine, arbutina, triterpeni, luppolo, vari steroli, pigmenti, flavonoidi, vitamine, ma le sostanze più attive dal punto di vista fitoterapico si trovano nelle foglie.
Essendo della famiglia delle ericacee le foglie contengono, come appena detto, l’arbutina che è una sostanza molto utile per le infezioni delle vie urinarie. Le foglie contengono anche buone quantità di steroli e flavonoidi che ne fanno un potente antiossidante e un rimedio per le vene e la circolazione.
Ma le sue applicazioni sono molteplici: è stato usato anche come rimedio per il fegato e le vie biliari, per le emorroidi e anche come balsamico per i terpeni che il frutto contiene.
Quando i frutti sono molto maturi a causa dei tannini che vi si accumulano hanno la proprietà di essere astringenti, mentre quando i frutti sono verdi o poco maturi e quindi aspri (arbutus viene dal celtico e significa cespuglio aspro – ‘ar’ = aspro e ‘butus’ = cespuglio), per l’elevata quantità di acido ellagico che contengono possono essere un ottimo lassativo.
La proprietà astringente di questo frutto è sedimentata nella parola ‘unedo’ che sarebbe derivata in latino dalla fusione di tre paroloe ‘una tantum edo’ che tradotto significa ne mangio uno ogni tanto. Infatti è esperienza comune che facendo una scorpacciata di corbezzoli viene la nausea e ci si blocca di intestino.
L’ultima cosa da ricordare è il saporito miele di corbezzolo che è molto utile per le sue proprietà blasamiche e bechiche (antitosse), per il suo contenuto di terpeni che gli danno anche il sapore caratteristico.